Etna Patrimonio dell’Umanità
Dal 21 giugno 2013. L'Etna è un sito naturale del Patrimonio dell'Umanità. Nel giorno del solstizio d'estate viene iscritta nella World Heritage List patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO e da allora non si sentono altro che slogan che inneggiano a questo. Sembrano più slogan pubblicitari ed andando ad approfondire quasi nessuno sa esattamente cos’è l’UNESCO e cosa comporta questo.

L‘UNESCO è l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ( in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l’acronimo UNESCO) è stata fondata dalle Nazioni Unite il 16 novembre 1945 per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nelle aree dell’istruzione, scienza, cultura e comunicazione. Sono membri dell’UNESCO, all’ottobre 2011, 194 Paesi più 7 membri associati. Il quartier generale dell’UNESCO è a Parigi ed opera programmi di scambio educativo, scientifico e culturale da 60 uffici regionali sparsi per tutto il mondo. I progetti sponsorizzati dall’UNESCO comprendono programmi scientifici internazionali; programmi di alfabetizzazione, tecnici e di formazione degli insegnanti; progetti regionali e di storia culturale; e cooperazioni internazionali per conservare il patrimonio culturale e naturale del pianeta e per preservare i diritti umani. Ha diversi compiti, tra cui il più conosciuto è sicuramente quello di individuare e tutelare una serie di luoghi, la cui conservazione è ritenuta fondamentale per la comunità mondiale e le generazioni future. Tali siti, che possono essere culturali (un monumento, un gruppo di edifici o un sito di valore storico, estetico, scientifico,…) o naturali (un territorio dalle rilevanti caratteristiche geologiche, biologiche, fisiche ed estetiche, od un habitat in pericolo) vengono inseriti all’interno della Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità. Attualmente, sulla base della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, sono stati inclusi 981 beni (759 culturali, 193 naturali e 29 misti) sparsi in 160 Paesi del mondo. I siti per poter essere eletti a Patrimonio Mondiale dell’Umanità devono  avere un valore universale eccezionale e soddisfare almeno 1 dei 10 criteri di selezione, suddivisi tra criteri culturali e naturali.

L’ITALIA

L’Italia è entrata a far parte dell’UNESCO nel 1948 ed è il Paese con il maggior numero di beni inseriti nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità, con ben 49 siti tra culturali e naturali, a cui si aggiungono tre elementi del Patrimonio Orale ed Immateriale. Tra i siti iscritti, il più storico è l’Arte rupestre della Valle Camonica (1979), i più recenti sono le Dolomiti (2009), i Longobardi in Italia. Luoghi di potere (2011), i Siti palafitticoli preistorici delle Alpi (2011) le Ville medicee in Toscana (2013) e il Monte Etna (2013).

L’ETNA

Il sito Etna Patrimonio dell’Umanità (19.237 ettari) comprende l’area del vulcano Etna più rigorosamente protetta e scientificamente importante, e fa parte del Parco naturale regionale dell’Etna. Una parte, ossia la Zona A di riserva integrale del Parco dell’Etna, poco più di 19mila ettari in cui ricadono fette territoriali di 14 Comuni, che fanno parte del Consiglio del Parco (in totale sono 20), istituzione che da sola ha portato avanti l’iter di assegnazione fino alla targa finale.
L’Etna è rinomato per il suo eccezionale livello di attività vulcanica, e la documentazione della sua attività risale ad almeno 2.700 anni fa. La sua notorietà, importanza scientifica, e valore culturale ed educativo sono di rilievo mondiale. L’Etna è uno dei vulcani più attivi e iconici al mondo, e un esempio eccezionale di processi geologici in corso e formazioni vulcaniche. Lo strato vulcano è caratterizzato da quasi continua attività eruttiva dai suoi crateri sommitali e abbastanza frequenti eruzioni di lava da crateri di flusso e fessure sui suoi fianchi. Questa eccezionale attività vulcanica è stata documentata dagli esseri umani per almeno 2.700 anni – tra le antiche documentazioni al mondo di vulcanismo storico. Le varie caratteristiche vulcaniche, crateri sommitali, coni di cenere, colate di lava, grotte laviche e la depressione Valle de Bove, hanno fatto dell’Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e la conoscenza. Oggi l’Etna è uno dei vulcani più studiati e monitorati di tutto il mondo, e continua a influenzare vulcanologia, geofisica e altre discipline scientifiche della Terra. La notorietà del Monte Etna, la sua importanza scientifica, e il valore culturale ed educativo sono di rilievo mondiale.
L’Unesco ha inserito l’Etna nel patrimonio mondiale dell’umanità definendolo come uno dei vulcani "più emblematici e attivi del mondo". Se ne è scritto da circa 2.700 anni e questo rappresenta "uno dei più documentati record mondiali nel campo dei vulcani", aggiunge il comitato Unesco riunito nella sua sessione annuale nella capitale cambogiana Phnom Penh. E ancora: "I crateri, le ceneri, le colate di lava le grotte di lava e la depressione della valle del Bove, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione" continuando ad avere un ruolo importante, capace di influenzare "la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienza della terra". "La sua notorietà, la sua importanza scientifica, i suoi valori culturali e pedagogici sono - conclude l’Unesco - di importanza mondiale".

Per la comunità al quale il bene è affidato, l'inserimento nella lista del Patrimonio dell'Umanità è in genere motivo di grande orgoglio, mentre molti turisti individuano giustamente nell'appartenenza al patrimonio UNESCO un marchio di sicura qualità ed attrattiva.

Nello stesso tempo, tuttavia, ciò è una grande responsabilità perché quei valori in base ai quali il sito è stato riconosciuto devono essere tutelati e mantenuti nel corso del tempo, in una dimensione dinamica che richiede spesso difficili equilibri tra esigenze di tutela e valorizzazione. Entrare a far parte della Lista costituisce un riconoscimento a livello globale dello straordinario valore culturale del luogo candidato che deve essere conservato e trasmesso alle generazioni future.

Ciò comporta un sentimento di legittimo orgoglio purchè vissuto anche con la consapevolezza di un'accresciuta responsabilità che richiede un rinnovato, fattivo impegno di tutta la cittadinanza. Un prestigioso riconoscimento cui devono però far fronte un elevato senso civico ed un grande senso di responsabilità comune.



fonte: Etnafriends
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