Etna Ottobre 2016
Nel corso del 2016 l’attività del vulcano Etna non smette di dare interesse anche se in forma più lieve, l’ultima eruzione più intensa risale al 18 maggio 2016 ma il complesso del cratere centrale rimane sempre attivo e l’attività diversificata nei vari coni eruttivi, l’attenzione viene presa dal suo movimento interno e il cambiamento di forma dei propri coni che indicano il livello di attività; negli ultimi mesi tutti i coni eruttivi hanno modificato la propria forma, quello che negli anni precedenti era maggiormente un’attività del cratere di sud-est (SEC) con le sue colate dirette sempre verso la valle del bove, con la crescita del Nuovo cratere di Sud-Est che con il passare degli anni e delle attività è divenuto più grande del suo creatore il Cratere di Sud-Est (guarda le foto).

Nell’ultimo anno l’attività è cambiata spostandosi anche sugli altri coni, soprattutto sulla voragine e sulla bocca nuova nel versante sud, ma anche l’attività del cratere di nord-est si è modificata facendo intendere di non essere di meno, in pratica l’attività è sempre costante e non smette di essere calma, quello che per molti è negativo può essere considerato un fattore positivo visto che in questo modo viene sempre liberata energia dal vulcano che se no rischia di essere raccolta all’interno per poi liberarsi in un singolo grande evento, come succede spesso e come successe il 3 dicembre del 2015 con un attività esplosiva molto intensa che grazie anche al moto dei venti ha fatto sviluppare la nube di detriti soprattuto in verticale creando un effetto visivo di pura potenza. (Guarda le Foto)

Nell’ultimo mese ci sono state molte scosse di terremoto che hanno interessato il versante orientale dell’Etna, tra quelle di maggiore entità una di magnitudo superiore a 2.7 e una di magnitudo 3.0, queste più forti distintamente avvertite dalla popolazione nei paesi etnei jonici, sono scosse normali, la zona etnea è sempre stata sismica, sono movimenti probabilmente collegabili alla pressurizzazione dell’Etna in questa fase di ricarica. C’è da dire che questa ricarica è una cosa totalmente normale, l’Etna quando non è in eruzione ricarica praticamente sempre (così fu anche prima delle eruzioni di dicembre e di maggio).

Due mesi dopo l’apertura di una piccola bocca degassante nella parte orientale del cratere Voragine dell’Etna, nel primo pomeriggio di lunedì 10 ottobre 2016 si è verificato un un evento esplosivo al cratere Bocca Nuova o nella zona a confine fra essa e la Voragine, comunque nell’area sommitale dell’Etna. “Questa sarebbe la prima attività eruttiva osservata alla Bocca Nuova dopo il suo riempimento con i prodotti della Voragine durante le eruzioni di dicembre 2015 e maggio 2016“.
Gli esperti spiegano che l’esplosione è avvenuta alle ore 15:26, producendo una distinta anomalia nelle immagini delle telecamere termiche sulla Montagnola e a Bronte, nonché un piccolo pennacchio di cenere grigia che si è alzato di poche centinaia di metri sopra la sommità del vulcano. E’ stato un evento singolo, che ha prodotto anche un chiaro segnale sismico; nelle ore successive si sono registrati altri, più piccoli eventi sismici, il più forte alle ore 17:16.

Nelle ultime settimane era continuato il degassamento non-eruttivo dalla bocca degassante formatasi il 7 agosto 2016 nella parte orientale della Voragine, accompagnato da rarissime e piccolissime emissioni di cenere (materiale vecchio) dalla bocca eruttiva posta sull’alto fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est. Contrariamente a quanto riferito nei primi giorni dopo l’apertura della bocca del 7 agosto 2016, non sembra mai esserci stata attività stromboliana da essa, ma solo emissione di gas ad altissima temperatura, producendo talvolta vivaci bagliori visibili di notte.

Alla fine di Ottobre l’Etna sta vivendo un momento di attività molto interessante: dopo l’esplosione del 10 ottobre sta letteralmente sprofondando la “Bocca Nuova”, come testimoniano le foto scattate negli ultimi giorni da Joseph Nasi dall’elicottero. L’esplosione del 10 ottobre, infatti, ha “rotto” il tappo lavico che occludeva la Bocca Nuova con 4-5 milioni di metri cubi di lava dopo le eruzioni del mesi scorsi e soprattutto quelle di maggio di quest’anno producendo un abbassamento del fondo craterico stimato, mediamente, in circa 50 m per gran parte del cratere con il centro di profondità posto nella porzione centrale in prossimità della parete occidentale del cratere, esponendo un paio di grandi superfici interne al corpo lavico ancora incandescenti, di un accesso colore rosso, un passaggio importante per il vulcano che continua a cambiare fisionomia in un gioco di forme e colori come sempre suggestivo e affascinante.
fonte: EtnaFriends
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