Attività Eruttiva
Durante la prima fase eruttiva, dalla sommità del Nuovo Cratere di Sud-Est si è sviluppata una densa colonna di cenere, attività cessata nel pomeriggio del 30.

Il 31 Maggio l'attività effusiva e stromboliana emerge da due fessure poste alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC), una fessura a Nord-Est, ed un'altra fessura a Sud-Est, ben visibili nella foto in basso divulgata dall'istituto di Geofisica e Vuolcanologia nella giornata.

Si sviluppano in espansione due distinte colate laviche all'interno della Valle del Bove, raggiungendo nella mattina del 31 maggio una distanza massima di circa 2 chilometri ed una quota stimata di circa 2050 metri, la seconda più alimentata della prima, emerge da una fenditura del terreno che quasi ricalca la porzione posta a quota più elevata delle fessure eruttive che hanno alimentato l’eruzione dello scorso 26 dicembre 2018, con fronti in avanzamento posti a circa 1700 metri di quota sul livello del mare. La sua lunghezza totale è stimata in circa 3 chilometri.

Il tremore vulcanico, che si era innalzato nelle prime ore dell'eruzione, dal pomeriggio di ieri è progressivamente diminuito, pur rimanendo per adesso su valori medio-alti. L'eruzione è stata preceduta da alcune settimane in cui sono accaduti isolati eventi sismici. Il 29 maggio, poche ore prima dell'inizio dell'eruzione in corso, un sisma di magnitudo 2.8 è avvenuto con epicentro ubicato nella zona di Zafferana Etnea.

A partire dal 1 di giugno il flusso lavico generato dalla seconda fessura eruttiva posta alla base settentrionale del Nuovo Cratere di SE, alla quota di circa 3150 m sopra il livello del mare, non è più alimentato ed è in raffreddamento, mentre per quanto concerne invece la fessura eruttiva alla base sud orientale del Nuovo Cratere di SE, rimane attivo il flusso lavico e la fessura produce ancora attività di spattering.

Dall'analisi delle immagini delle telecamere della rete di sorveglianza e dalle osservazioni effettuate da personale INGV nella mattinata del 6 di giugno è stata dichiarata la fine dell'attività vulcanica, l'emissione lavica dalla bocca eruttiva di quota 2850 m è cessata. Tutto il campo lavico è in raffreddamento. Nel corso delle ultime ore l'ampiezza media del tremore vulcanico non ha mostrato variazioni significative, mostrando deboli fluttuazioni entro i valori bassi e medi.

Il tremore vulcanico è un parametro molto robusto per valutare in quale stadio si trova un fenomeno eruttivo. Se dovesse continuare la fluttazione e se il trend ritornasse in ascesa, probabilmente osserveremo un nuovo fenomeno eruttivo.
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