Eruzioni del 2019
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Alle ore 07.30 del 27 luglio i sistemi di sorveglianza e monitoraggio dell'INGV rilevano un repentino incremento dell'ampiezza media del tremore vulcanico, tale incremento è proseguito con una progressione costante, fino a quando intense emissioni di gas che scaturivano alla base del fianco meridionale del Nuovo Cratere di Sud Est segnavano l'apertura di una bocca eruttiva.

L'attività esplosiva produceva la formazione di un denso pennacchio gassoso ricco di cenere che si disperdeva, spinto dal vento, nel versante orientale del vulcano, ad una quota massima stimata in circa 7500 metri sul livello del mare.

Si evidenzia che l'attività esplosiva interessa l'intera estensione della fessura eruttiva, che si estende dalla sommità del NSEC fino alla sua base meridionale, dalla porzione meridionale della fessura eruttiva emerge una colata lavica che si espande verso sud-ovest e verso sud

Le colate attive sono emesse da due fessure eruttive alla base meridionale e sud-occidentale del NSEC in avanzamento verso sud, ricordiamo che la lava dell'Etna può raggiungere 1100-1200 °C, il fronte lavico più avanzato ha raggiunto e superato la base settentrionale dei Monti Barbagallo, ad una quota di circa 3260 m sul livello del mare, propagandosi ulteriormente verso il basso nella zona compresa tra Monte Frumento Supino ed i coni piroclastici dell'eruzione del 2002-2003.

Dalle ore 05:40 del 28 Luglio i segnali provenienti dalla rete sismica di sorveglianza e monitoraggio dell'INGV evidenziano una significativa diminuzione dell'ampiezza media del tremore vulcanico. Contestualmente, si rileva una diminuzione sostanziale dell'attività esplosiva al Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC).



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Nelle prime ore del 19 luglio, si è registrata l'apertura di una bocca posta sul basso fianco nord-orientale del NSEC, dalla quale è stata emessa una colata di lava, che si è riversata lentamente in direzione della Valle del Leone. Nelle ore successive è nuovamente aumentata l'attività esplosiva al NSEC, accompagnata occasionalmente da emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est (NEC) e dalla Bocca Nuova.

Nel pomeriggio del 19 luglio, si è osservato un repentino aumento dell'attività esplosiva, e in serata tre bocche all'interno del NSEC hanno prodotto un'attività stromboliana continua, accompagnata da sporadiche emissioni di cenere. In serata sono state segnalate ricadute di cenere su centri abitati sul fianco meridionale del vulcano. Nella tarda serata l'attività esplosiva al NSEC è nuovamente diminuita, ma il NEC ha cominciato a produrre un'abbondante emissione di cenere, che è durata fino al mattino del 20 luglio.

Poco prima delle ore 09:00 del 20 luglio, è iniziata una nuova fase di attività esplosiva al NSEC, che ha prodotto un pennacchio di cenere, allo stesso tempo è aumentata anche l'emissione di lava dalla bocca posta sul fianco nord-orientale del cono. Tuttavia, in tarda mattinata l'attività esplosiva è cessata completamente, e in serata la colata di lava era debolmente alimentata, generando un piccolo flusso nella parte alta del campo lavico messo in posto durante le 36 ore precedenti. I fronti lavici più avanzati erano fermi a quota 2150 circa, poco distanti da Monte Simone.
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A partire dalle prime ore del 30 Maggio, si è osservata l'apertura di una fessura eruttiva alla base settentrionale del Nuovo Cratere di SE (NCSE), ad una quota di circa 3150 m slm. Tale fessura generava una blanda attività esplosiva ed una colata lavica che si propagava in direzione della parete occidentale della Valle del Bove ad una quota di circa 2050 m slm.

A partire dalle ore 05.35 dello stesso giorno, si è osservata l'apertura di una seconda fessura eruttiva, alla base sud-orientale del NCSE, ad una quota di circa 3050 m slm, con emissione di una colata lavica che si espandeva lungo la parete occidentale della Valle del Bove in direzione di Serra Giannicola Grande. Il fronte lavico più avanzato si attestava ad una quota di circa 2260 m slm.

Il 31 maggio, i due segmenti della fessura eruttiva alla base sud orientale del NCSE producono due differenti flussi lavici che convergono più a valle in un unico flusso, che si espande lungo la parete occidentale della Valle del Bove. Il fronte lavico raggiunge la quota di 1700 m slm, alla base del rilievo di Serra Giannicola Grande. La fessura eruttiva posta alla base settentrionale del Nuovo Cratere di SE, ad una quota di circa 3150 m slm., genera un flusso lavico che si propaga lungo la parete occidentale della Valle del Bove ed il cui fronte ha raggiunto la quota di circa 2050 m slm nei pressi di Monte Simone.

A partire dalle 19:30 del 1 Giugno, si osserva che il flusso lavico generato dalla fessura eruttiva posta alla base settentrionale del Nuovo Cratere di SE non è più alimentato ed è in raffreddamento, invece la fessura eruttiva alla base sud orientale del Nuovo Cratere di SE, rimane attivo solamente il flusso lavico prodotto dal segmento di quota 2850 m slm, che continua a produrre attività di spattering, il fronte di tale flusso lavico, che si espande lungo la parete occidentale della Valle del Bove, raggiungeva la quota di circa 1700 m s.l.m., sovrapponendosi ai flussi lavici dei giorni precedenti.

Durante i primi giorni della settimana si è osservato un progressivo decremento dell'attività eruttiva dal segmento della fessura eruttiva di quota 2850 m s.l.m.. Difatti l'intensità e la frequenza delle esplosioni alla bocca sono progressivamente diminuite fino ad esaurirsi, il 5 giugno. Anche il fronte dell'unico flusso lavico rimasto attivo è progressivamente arretrato, collocandosi prima tra 2500 e 2300 m circa s.l.m (4 giugno), quindi nelle immediate vicinanze della bocca (5 giugno), per arrestarsi definitivamente nella mattina del 6 giugno. A partire dal quella data, tutto il campo lavico è stato in raffreddamento.

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