Eruzione del 2014
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Nel 2014, l'attività dell'Etna è stata caratterizzata da cinque fase principali con diversi eventi:

(1) un periodo di modesta attività stromboliana ed emissione di colate laviche al NSEC, iniziato il 21 gennaio e conclusosi intorno al 7 aprile;
- Tra il 22 Gennaio e il 26 Marzo si registra attività persistente al Nuovo Cratere di Sud-Est, con esplosioni stromboliane e occasionali episodi di debole fontanamento lavico.
- L’11 Febbraio si verifica il crollo di una parte del cono e una nube di materiale piroclastico si riversa in Valle del Bove.

(2) un periodo di intensa attività stromboliana al NSEC accompagnato da un trabocco lavico verso sud-est, fra il 14 e il 18 giugno;
- Tra il 15 e il 18 Giugno si assiste ad un nuovo episodio eruttivo del Cratere di Sud-Est, di carattere stromboliano.

(3) un periodo di attività subterminale caratterizzata da forti esplosioni stromboliane ed effusioni laviche da diverse bocche eruttive ubicate tra il NSEC ed il fianco orientale del Cratere di Nord-Est, fra il 5 luglio e il 10 agosto;
- Il 5 Luglio si apre una frattura eruttiva alla base orientale del Cratere di Nord-Est, che rimane attiva fino al 10 Agosto. Sulla frattura si aprono diverse bocche, la più attiva delle quali forma un nuovo cono di scorie.

VIDEO

(4) un periodo di intensa attività stromboliana al NSEC accompagnato dall'emissione di colate laviche, fra il 10 e il 15 agosto. Gli episodi eruttivi al NSEC di metà giugno e metà agosto sono, nelle loro caratteristiche principali, paragonabili agli ultimi due episodi eruttivi di dicembre 2013.

(5) Il 28 Dicembre si registra un nuovo episodio parossistico allo stesso cratere, con fontane di lava e colate in direzione della Valle del Bove e sul versante sud-ovest.

Il preludio del nuovo episodio parossistico è sostanzialmente cominciato nella prima settimana di ottobre 2014, con una debole e molto sporadica attività stromboliana al NSEC che ha avuto inizio nel pomeriggio del 7 ottobre. Durante le settimane successive, questa attività, caratterizzata da piccole esplosioni stromboliane e talvolta da modeste emissioni di cenere, è stata discontinua. Le esplosioni sono avvenute da due o tre delle bocche eruttive in cima al NSEC, formatesi durante l'episodio eruttivo di metà agosto Le fasi inter-eruttive sono state caratterizzate da una vivace attività fumarolica; si è inoltre osservato un intenso degassamento, spesso pulsante, dal Cratere di Nord-Est, accompagnato da boati profondi. Da metà ottobre in poi si sono anche uditi dei boati profondi all'interno del cratere Bocca Nuova, e il cratere Voragine ha prodotto un degassamento pulsante, a volte con emissione di cenere molto diluita. Questi fenomeni sono stati accompagnati da piccole fluttuazioni nell'ampiezza del tremore vulcanico, che generalmente si è mantenuta su un livello basso. Durante il mese di dicembre 2014, è stato osservato un degassamento pulsante dal Cratere di Nord-Est, mentre al NSEC la debole attività stromboliana è stata del tutto assente.

Il 28 Dicembre, è stato registrato l’evento più energetico, in corrispondenza del quale si presume che l’attività esplosiva sia passata da intermittente a continua con l’inizio di abbondante emissione di materiale piroclastico.
Nella mattina del 29 dicembre, quando le condizioni metereologiche in quota sono leggermente migliorate è stato possibile confermare che il parossismo del 28 dicembre è stato prodotto dal NSEC e che durante l’attività eruttiva si sono aperte due fessure eruttive, orientate circa NE-SO rispettivamente ubicate sul fianco meridionale del cono del vecchio Cratere di Sud-Est e sul fianco nord-orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est.

Dalla parte bassa della frattura sul fianco vecchio SEC era uscita una colata di lava che si era espansa sul terreno pianeggiante alla base meridionale del cono sommitale centrale dell'Etna, a sud della Bocca Nuova, per riversarsi poi sul ripido pendio sud-occidentale del vulcano, a ovest di Monte Frumento Supino. La colata si è biforcata in due rami principali, uno più corto a nord, e uno più lungo più a sud, che si è espanso fino ad una quota di approssimativamente 1900 m, arrestandosi nei pressi della frattura eruttiva del 1610.
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