Eruzione del 2015
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Nei giorni 2 e 3 Gennaio dal Cratere di Sud-Est si verifica una cospicua emissione di sabbia vulcanica; in concomitanza con tale evento, ha inizio un'intensa attività stromboliana intracraterica al cratere Voragine, che si conclude solo il 18 Gennaio.

Il giorno 1 Febbraio riprende l'attività eruttiva al Cratere di Sud-Est, con attività stromboliana intensa e l'apertura di una frattura alla base del cono e l'emissione di una colata in direzione SO.

Era in corso una vivace attività stromboliana da una singola bocca eruttiva posta sulla "sella" fra i due coni del Cratere di Sud-Est (SEC). Le esplosioni avvenivano ad intervalli di pochi secondi, lanciando bombe incandescenti fino a circa 200 m di altezza, che sono ricadute soprattutto sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est.

Contemporaneamente, da una bocca effusiva posta alla base meridionale del cono del SEC, in corrispondenza della parte più bassa della frattura eruttiva sud-occidentale del 28 dicembre (vedi il rapporto dettagliato sul parossismo del 28 dicembre 2014), veniva emessa una colata di lava, che ha seguito lo stesso percorso della colata lavica sud-occidentale del 28 dicembre. Dopo aver attraversato la zona pianeggiante a sud dei crateri sommitali (conosciuta anche come "Cratere del Piano"), la colata è passata ad ovest del Monte Frumento Supino dirigendosi verso la zona fra Milia e Galvarina, e dividendosi in due rami principali che nella mattinata del 2 febbraio avevano raggiunto una quota poco sotto 2000 m.
Il fiume di lava si è fermato a 1800 metri di altezza subito prima del rifugio Galvarina ad Adrano mentre a Biancavilla la colata si è arrestata a 1700 metri in prossimità del rifugio San Giovanni Gualberto.

All'alba del 2 febbraio, questa emissione è rapidamente cessata e contemporaneamente l'ampiezza del tremore vulcanico ha mostrato una repentina diminuzione.
Dopo un intervallo di quiete durato più di due mesi, l'Etna mostra nuovi segni di vita. Il 12 aprile 2015, è iniziata una breve sequenza esplosiva dalla parte occidentale del cratere Bocca Nuova, il più grande dei crateri sommitali dell'Etna. Nell'arco di 3 minuti sono avvenuti due eventi esplosivi che hanno generato sbuffi di cenere, ben visibili per le ottime condizioni meteorologiche e l'assenza di vento in quota. Gli sbuffi di cenere si sono alzati poche centinaia di metri sopra la sommità del vulcano prima di disperdersi nell'aria.

Nella notte dell'11 Maggio ha inizio una nuova fase di attività stromboliana allo stesso cratere; si apre una frattura sul fianco orientale del cono con l'emissione di una colata che avanza in direzione NE, verso la Valle del Leone e Monte Simone. L'episodio eruttivo cessa completamente il 16 Maggio.

Dopo la fine dell'ultimo episodio eruttivo al Nuovo Cratere di Sud-Est, il 16 maggio 2015, l'attività dell'Etna è rimasta su un livello molto basso, caratterizzato sostanzialmente da un degassamento a volte intenso dai crateri sommitali. In particolare, il Cratere di Nord-Est, il cui condotto è aperto, il degassamento è spesso avvenuto in maniera pulsante, accompanato da boati profondi che in diversi momenti sono stati udibili in tutta la zona sommitale. Alla Voragine, il degassamento è aumentato nei mesi estivi; nello stesso periodo si sono uditi boati dal medesimo cratere. Tale attività è stata accompagnata, a partire da fine luglio, da sporadiche emissioni di cenere marrone rossastra. Nella Bocca Nuova, alla fine dell'estate sono aumentate le emissioni di gas da un profondo pozzo di sprofondamento presente nel centro del cratere. Al Nuovo Cratere di Sud-Est si è osservato un graduale aumento dell'attività fumarolica, e durante il 23 settembre, si sono sentiti deboli boati provenienti dalla bocca eruttiva più orientale del cratere.

Nella seconda metà di ottobre 2015, si è osservato un ritorno dell'attività magmatica al cratere Voragine (spesso anche chiamato "Centrale") dell'Etna, che aveva mostrato un'attività simile sebbene più intensa nella prima metà di gennaio 2015. Il 19 ottobre è stata osservata una bocca esplosiva ad alta temperatura che produceva esplosioni di materiale sia caldo che litico e sbuffi di cenere che si disperdevano rapidamente nelle immediate vicinanze del cratere.
Il 27 ottobre, la bocca interna della Voragine era sede di una vivace attività stromboliana, tale attività è continuata nei giorni successivi sull'alto fianco meridionale del vulcano.
Il 25 Novembre entra in attività anche il Cratere di Sud-Est, con l'apertura di un nuovo cratere a pozzo sull'alto fianco orientale.

Tra il 3 e il 5 Dicembre la Voragine è protagonista di 4 episodi parossistici di eccezionale intensità, tra i più violenti degli ultimi 20 anni, con fontane di lava alte più di 1000 metri e ricaduta di sabbia vulcanica che ha coinvolto anche Messina e Reggio Calabria.

- Dopo una progressiva intensificazione nella serata del 2 dicembre 2015, l'attività eruttiva all'interno del cratere Voragine (spesso chiamato anche "Centrale") dell'Etna è culminata nelle prime ore del 3 dicembre in un parossismo breve ma molto violento, con alte fontane di lava e una colonna eruttiva alta diversi chilometri.
Il 4 Dicembre il secondo episodio parossistico del cratere Voragine dell'Etna in meno di 36 ore ha raggiunto l’apice fra le ore 08:00 e 9:00, con alte fontane di lava e una colonna eruttiva che ha raggiunto l'altezza di almeno 7 km sopra la cima del vulcano in circa 10-15 minuti dopo l'inizio della fase parossistica. Dopo le ore 10:00, l'attività esplosiva è gradualmente diminuita, per passare a sporadiche emissioni di cenere nel tardo pomeriggio del 4 dicembre 2015. Questo parossismo è stato accompagnato da frequenti emissioni di cenere marrone-grigiastra dal nuovo cratere a pozzo apertosi sull'alto fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC).
-L'evento parossistico si colloca fra quelli più violenti dell'Etna dell'ultimo ventennio; la stessa Voragine è stata luogo di due parossismi particolarmente intensi, il 22 luglio 1998 e il 4 settembre 1999, con caratteristiche simili a quelle del parossismo del 3 dicembre 2015. Ambedue hanno prodotto fontane di lava, che nel caso del 4 settembre 1999 hanno superato 2000 m in altezza, e colonne eruttive (quella del 22 luglio 1998 ha raggiunto un'altezza di 12 km sopra il livello del mare) con abbondanta ricaduta di materiale piroclastico, nel settore meridionale del vulcano nel primo caso, e orientale nel secondo. Anche in passato, la Voragine si è distinta per la sua capacità di produrre episodi parossistici eccezionalmente violenti, come a febbraio 1947, luglio-agosto 1960 e agosto 1989.

Dopo l'intensa attività eruttiva nella prima decade di dicembre 2015 alla Voragine, Bocca Nuova e al Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC), il protagonista per diversi giorni è stato il Cratere di Nord-Est (NEC). Nella notte del 9-10 dicembre, si è osservata a più riprese una modesta attività stromboliana dal cratere, con ricaduta di bombe incandescenti sul fianco esterno del suo cono, ed abbondante emissione di cenere vulcanica. Nei giorni successivi, si è osservata una graduale diminuzione dell'emissione di cenere dal NEC. Nel tardo pomeriggio del 13 dicembre è avvenuta una serie di emissioni di cenere dal NSEC, che sono cessate dopo alcune ore; infine la Voragine è stata sede di due brevi emissioni di cenere nella giornata del 18 dicembre. Dal pomeriggio del 18 fino al mattino del 28 dicembre, non si è osservata alcuna attività eruttiva sull'Etna, una nuova serie di emissioni di cenere è iniziata il 28 dicembre dalla bocca eruttiva posta sull'alto fianco orientale del NSEC, queste emissioni sono cessate nel pomeriggio dello stesso giorno, però durante i giorni successivi si sono osservate piccole e sporadiche esplosioni dalla medesima bocca eruttiva sul fianco orientale del NSEC.
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