Eruzione del 2016
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Durante il mese di gennaio 2016, l'attività eruttiva dell'Etna si è mantenuta su livelli molto bassi. All'inizio del mese, si sono osservate alcune deboli emissioni di cenere dalla bocca sull'alto fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC); tale fenomeno si è ripetuto negli ultimi giorni di gennaio e ancora una volta nella mattinata del 6 febbraio. Nello stesso periodo, le emissioni di gas dal Cratere di Nord-Est (NEC) hanno più volte contenuto piccole tracce di cenere.

Dall'inizio di aprile 2016 si è osservata una graduale ripresa dell'attività eruttiva sommitale all'Etna, che si è manifestato con un aumento dell'emissione di gas soprattutto dal Cratere di Nord-Est (NEC) e dalla bocca apertasi il 25 novembre 2015 sull'alto fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC). Tale degassamento è stato accompagnato, in maniera molto discontinua, da piccole emissioni di cenere.
Nella notte del 16 maggio, si sono osservati deboli e rari bagliori alla bocca del 25 novembre del NSEC, nuovamente accompagnati da boati con origine al medesimo cratere.
Dalla serata del 17 maggio 2016 è stata in corso un'intensa attività stromboliana al Cratere di Nord-Est (NEC) dell'Etna, con lancio di bombe incandescenti oltre l'orlo craterico e ricadute di materiale piroclastico sui fianchi del cono. Nel del18 maggio, tale attività è stata accompagnata anche da emissioni di cenere vulcanica con un pennacchio diretto verso est-sudest, che si è disperso nell'atmosfera.

Nel pomeriggio del 18 maggio, l'attività di fontana di lava al cratere Voragine (VOR) dell'Etna è passata a una modesta attività stromboliana, che ha continuato ad alimentare il trabocco lavico verso ovest fino alla tarda serata.
Una seconda colata di lava, alimentata da una bocca effusiva posta vicino al più basso dei due conetti formatisi durante l'attività subterminale di luglio-agosto 2014, alla base del cono del Cratere di Nord-Est (NEC), si è riversata verso la parte settentrionale della Valle del Bove in direzione di Monte Simone. Questa colata è rimasta attiva fino alle prime ore del 19 maggio, anche se, dopo la mezzanotte, il fronte più avanzato non sembrava più alimentato.
Nel mattino, l'ampiezza del tremore vulcanico ha mostrato un repentino aumento e, contemporaneamente, si sono uditi boati forti e quasi continui nei centri abitati nei settori orientale e meridionale del vulcano. Si è formata una densa nube eruttiva, spinta dal fortissimo vento verso est, che ha raggiunto un'altezza di poco più di 1 km sopra la cima dell'Etna, ricadute di cenere e lapilli sono avvenute sul fianco orientale, in una zona immediatamente a nord di quella interessata dalle ricadute piroclastiche del giorno precedente.

Nelle prime ore del 21 maggio 2016, ha avuto luogo alla Voragine, già origine di due episodi parossistici nei giorni 18 e 19 maggio. Questo episodio è stato preceduto, a partire da mezzogiorno del 20 maggio, da una modesta attività stromboliana alla Voragine, che ha prodotto boati udibili in una vasta zona sui versanti sud ed orientale del vulcano. Nella notte l'attività si è gradualemente intensificata, con esplosioni provenienti da due o tre bocche all'interno della Voragine. Contemporaneamente si è registrato un nuovo rigonfiamento dell'area sommitale, come era anche successo prima dei parossismi precedenti. Poco dopo le ore 02:00 locali ed in concomitanza con un repentino aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico, le esplosioni stromboliane sono passate a getti pulsanti di lava con ricaduta di bombe incandescenti fino ad una distanza di 1 km a sud (versante meridionale della Bocca Nuova), e si è formata una nube eruttiva che veniva spinta dal vento verso sud-sudest.
E' stato comunque possibile osservate che durante il parossismo si è formata una frattura sul fianco sud-orientale del cono centrale, e nella "sella" fra esso e il vecchio cono del Cratere di Sud-Est si è aperta una bocca effusiva che ha alimentato una piccola colata di lava diretta in direzione della Valle del Leone.
E' avvenuto anche un nuovo trabocco lavico dall'orlo occidentale della Bocca Nuova, completamente riempita dalle lave della vicinissima Voragine, alimentando una colata con numerose digitazioni che si sono sovrapposte a quelle dei trabocchi avvenuti nei giorni 18 e 19 maggio. L'attività ha cominciato a diminuire intorno alle ore 05:00 locali, ed era sostanzialmente finita verso le ore 06:00.
Dal mattino del 22 maggio, la bocca eruttiva formatasi il 25 novembre 2015 sull'alto fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est ha prodotto una serie di emissioni di cenere, con pennacchi che in assenza di vento si sono alzate diverse centinaia di metri per disperdersi poi nell'atmosfera. Nella serata del 22 maggio, è stata osservata una ripresa dell'attività stromboliana al Cratere di Nord-Est, che ha subito forti oscillazioni durante la notte. Le esplosioni più forti hanno lanciato bombe incandescenti fino a qualche centinaio di metri sopra l'orlo craterico, con ricaduta sui fianchi del suo cono. Durante la giornata del 23 maggio, sono avvenute sporadiche emissioni di cenere dalla bocca sul fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est.
Nella serata del 7 agosto, si sono osservati dei bagliori alla VOR prodotti da attività esplosiva intracraterica di bassa intensità, i cui prodotti non hanno superato l'orlo craterico.

Nel mese di ottobre continua il degassamento non-eruttivo dalla bocca degassante formatasi il 7 agosto 2016 nella parte orientale della Voragine, accompagnato da rarissime e piccolissime emissioni di cenere (materiale vecchio) dalla bocca eruttiva posta sull'alto fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est.

Nel primo pomeriggio del 10 ottobre 2016 è avvenuta un evento esplosivo al cratere Bocca Nuova o nella zona a confine fra essa e la Voragine. Questa sarebbe la prima attività eruttiva osservata alla Bocca Nuova dopo il suo riempimento con i prodotti della Voragine durante le eruzioni di dicembre 2015 e maggio 2016.
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