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Eruzioni del 1981
L'eruzione, che viene spesso definita "l'eruzione di Randazzo" ebbe inizio il 17 marzo 1981 e si rivelò abbastanza minacciosa: in appena poche ore si aprirono fenditure da quota 2550 via via fino a 1115 metri.

Gli eventi premonitori si manifestarono nei giorni precedenti con una lunga serie di scosse telluriche, localizzate nell'area sommitale e nel fianco settentrionale del vulcano, l'aumento di intensità e di frequenza delle stesse e la loro localizzazione superficiale il giorno precedente (16 marzo) indicava agli esperti la prossimità dell'evento che si verificò, con l'apertura di varie fratture, verso la metà della giornata del 17 marzo sul versante etneo nord in prossimità di monte Spagnolo, ad una quota tra i 2625 e i 2500 metri.

Le fratture eruttive continuavano ad aprirsi ancora più in basso, sempre sul versante nord e nella mattinata del 18 marzo erano giunte a quota 1400 metri da cui sgorgarono nuove colate che puntavano direttamente su Randazzo, in poche ore un'area boschiva venne invasa e distrutta, furono travolti faggi centenari, poi verso il basso, querce, castagni, pioppi, ginestre e strutture e infrastrutture rurali.

Le lave emesse, molto fluide, raggiunsero e tagliarono la Ferrovia Circumetnea, un braccio si arrestò appena 200 metri prima di Randazzo, il fronte lavico tagliò la strada provinciale e la Ferrovia Taormina-Alcantara-Randazzo delle Ferrovie dello Stato, oltre ad avere sepolto sotto una coltre spessa circa cinque metri anche altre strade comunali e poderali, la colata infine raggiungeva la sponda meridionale del fiume Alcantara incanalandovisi, i gravi timori di un vero e proprio disastro ecologico vennero rimossi dall'improvviso termine dell'eruzione.



Le fratture eruttive continuarono ad aprirsi sempre più in basso, fino a quota 1250 e 1115, durante tutto il giorno del 18 Marzo ma con emissione sempre più debole di lava, l'attività stromboliana delle bocche continuò fino al 23 marzo ma il braccio di lava che minacciava Randazzo rallentò fino ad arrestarsi a circa 2 km dall'abitato.

Si temette un disastro ecologico per tutta la pittoresca e fertile vallata, ma la furia del vulcano si arrestò alla quota di 600 metri dopo aver percorso 7,5 km, il volume di lava emessa è stato stimato tra 20 e 30 milioni di metri cubi.
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